In origine lo Scuttling era l’affondamento deliberato di una nave come atto di autodistruzione per impedire che venisse catturata da una forza nemica: oggi questa pratica viene realizzata utilizzando naviglio dismesso, sia militare sia civile, nel rispetto di stringenti normative e adottata in molti paesi europei e nel mondo al fine di fornire una barriera artificiale per la vita marina nonché molteplici opportunità legate al turismo subacqueo (Autoaffondamento della flotta tedesca a Scapa Flow).
Il PARCO NAVALE DI TRIESTE nasce con l’obiettivo di valorizzare in ogni suo aspetto l’ambiente marino del Golfo di Trieste creando un artificial reef tramite un’operazione di Scuttling. Siamo certi che questa sia un’impresa di rilevante interesse sociale, economico e culturale capace di creare attrattiva nel totale rispetto dell’ambiente.
MARE NORDEST, a conclusione di anni di studi sulla fattibilità del progetto, è pronta a passare alla fase di realizzazione operativa e candida Trieste – forte della tradizione scientifica che la contraddistingue – a essere la prima città italiana a effettuare l’Operazione Pilota di Scuttling per il nostro Paese.

Il progetto “Parco Navale di Trieste”
Il progetto “Parco Navale di Trieste” – PNT – nasce nel 2002 e prevede l’utilizzo di navi convertite in moduli inerti, allo scopo di creare un artificial reef. L’obiettivo ultimo è la rivalorizzazione marina e costiera della zona, oltre a costituire una procedura esportabile e riproducibile ovunque ci siano condizioni di opportunità e fattibilità. Le imbarcazioni sono dismesse dal servizio attivo e hanno un passato storico molto interessante.
Gli obiettivi del PNT, oltre alla salvaguardia e la preservazione dell’ambiente, sono indirizzati al rilancio del comparto turistico della zona. Nella regione Friuli Venezia Giulia esistono pochi siti adibiti ad immersioni subacquee, il più importante è quello dell’Area Marina Protetta di Miramare che conta circa un migliaio di visitatori annui (numero chiuso). La creazione del PNT andrebbe ad aumentare il flusso turistico – subacqueo e non – durante tutto l’arco dell’anno con benefici anche a livello occupazionale. Tale progetto sarebbe utilizzato come piattaforma di biomonitoraggio dalle istituzioni scientifiche nazionali e internazionali.
La rilevanza mediatica dell’intera operazione – sia prima, sia durante sia soprattutto dopo il posizionamento del “relitto”, come testimoniato da tutte le esperienze finora realizzate, tra cui quella dello scuttling sullo Scylla in Inghilterra ha fatto registrare 30mila spettatori già al solo evento – è di assoluta evidenza e rappresenta un fondamentale elemento di internazionalizzazione per le implicite potenzialità multimediali che comporta (specie in ambito TV e Web-TV).
001 Coreolanus
002 Umbria
003 Scan Scylla
005 Hephaestus
Facendo riferimento a tale normative, la scrivente associazione ha commissionato allo studio legale Zunarelli e associati di Bologna una valutazione sulla fattibilità del progetto con esito positivo.
Secondo la European Artificial Reef Research Network (Baine 2001), un relitto rientra perfettamente nella definizione di reef artificiale. Ad ulteriore sostegno alla realizzazione di una barriera artificiale a scopo ricreativo, si veda l’esperienza della vicina Croazia, la quale per lo scuttling eseguito il 22 maggio 2016 a Pola si è avvalsa delle direttive contenute nel “Guidelines for the Placement of Artificial Reefs”. Le direttive Europee sottolineano come dei moduli possano essere utilizzati in qualità di barriere artificiali a favore dell’ambiente. La Repubblica di Malta si è mossa con una legislazione nazionale e con il “Environment and Development Planning Act, 2010”.
Analoghi progetti sono stati realizzati attraverso legislazioni nazionali nei seguenti paesi europei: Cipro, Portogallo, Spagna, Regno Unito. In ambito mediterraneo citiamo la Turchia che in data 6 giugno 2016 sulla costa della città di Aydin (Smirne) ha proceduto con l’affondamento di un Airbus.
Tutto ciò premesso evidenzia come questa tipologia di progetti sia ampiamente appoggiata e sostenuta da quei paesi che ritengono il Mare una risorsa eco-sostenibile. La comunità locale scientifica, istituzionale ed associativa appoggia da tempo la nostra iniziativa auspicando la sua realizzazione: Comune di Trieste, Università degli Studi di Trieste, Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale – OGS, Camera di Commercio di Trieste, Associazione degli Albergatori di Trieste. Idem dicasi per gli enti e associazioni ambientaliste, tra cui: Marevivo e Fondo Ambiente Italiano FVG.